Richiedenti asilo: il ruolo dei Sindaci secondo la Prefettura

Il capo di gabinetto della Prefettura di Verona, Tortorella, a Febbraio dichiarava «Se è vero che non possiamo determinare l’evento, possiamo gestirlo per evitare di subirlo. Condivisione è la parola d’ordine anche coi SINDACI, MA SONO POCHISSIMI QUELLI CHE HANNO ADERITO: anche un solo posto in più grazie al dialogo con un sindaco o un parroco è istituzionalmente una cosa positiva e la nostra speranza rimane sempre che ci sia un sindaco in più che condivida con noi…. QUANTI SAREBBERO STATI I 600 PROFUGHI DI GIUGNO SPALMATI SU 98 COMUNI?»

ordinanza prefettizia

estratto di un’ordinanza prefettizia di Ottobre 2016

«Il 14 per cento degli approdi in Veneto è su Verona: quanti sono lo sappiamo solo qualche ora prima e i pullman possono essere uno a settimana o uno a sei ore. Quando va bene, veniamo informati 12 ore prima ….>>. Precisa poi come <<…l’iter per le verifiche sia passato dai tre-quattro mesi ante emergenza ai quasi due anni di oggi. Se lavorassero sei commissioni in sei province», spiega, «i tempi si abbatterebbero e le problematiche di presenza protratta sarebbero ordinaria amministrazione». Il nodo più grosso è la sistemazione: spazi per l’accoglienza non ce ne sono.

Chi controlla se una coop e i suoi operatori, anche rispetto al numero, sono adeguati e se lo è il servizio che eroga? «Ci sono paletti stretti nelle convenzioni, e poi verifiche e ispezioni periodiche sia a livello cartaceo che fisicamente sul posto: ci va la Prefettura ma pure l’Asl e le forze dell’ordine ed è evidente che margini per i furbi non ce ne sono».

Si lamentano ritardi nei corsi di alfabetizzazione: «C’è chi parte prima perché è più strutturato, chi più tardi, ma non c’è un termine. Prima di tutto vanno date le regole elementari della convivenza».

Il silenzio delle coop? «Abbiamo dato l’indicazione di tenere un profilo basso per una questione di riservatezza e per la serena convivenza, ed è una indicazione da estendere ai richiedenti asilo» (Tratto da L’Arena dell’8/2/2016)

Tre profughi ogni mille abitanti. Conti alla mano… a Comuni come Grezzana, che ne conta poco meno di 11mila, ne andrebbe una trentina, vale a dire molto meno degli attuali 380 ospitati nella struttura di Costagrande sopra Avesa, la cui competenza territoriale ricade nel Comune di Grezzana.

Andrebbe a finire che certi paesi, dove si sono levate le barricate, si troverebbero in carico gruppetti sparuti di richiedenti asilo. …. Per dire, Castel d’Azzano, poco meno di 12mila abitanti, avrebbe esaurito il tetto dei migranti più o meno con 40 ospiti, molto meno dei 200 previsti in arrivo dopo la requisizione dell’hotel Cristallo da parte della Prefettura.

Sempre facendo dei conti puramente ipotetici, un Comune come Villafranca, che conta poco più di 33mila abitanti, dovrebbe gestire una novantina di migranti, mentre un Comune come Legnago, con poco più di 25mila residenti, se ne vedrebbe assegnati una settantina. Un piccolo Comune come Erbezzo, che conta poco più di 700 abitanti, probabilmente si vedrebbe assegnare uno o forse due migranti. I calcoli sono alla portata di tutti.

Un modo condiviso e più democratico di affrontare un’emergenza umanitaria che non dà segni di flessione, commentano in Prefettura a Verona, «ma che richiede collaborazione da parte delle amministrazioni locali».

… Se si rispettano i criteri di distribuzione è previsto un incentivo economico. La linea dura, invece, quella del respingimento a priori dei richiedenti asilo (operata finora da quasi tutti i sindaci della provincia, ndr) rischia di innescare meccanismi coercitivi come quello di Castel d’Azzano, secondo una normativa dell’estate dell’anno scorso, finora sempre evitata, che impone ai prefetti di aprire i centri di assistenza straordinaria qualora non si trovino altre soluzioni per l’accoglienza.

Finora la linea delle prefettura scaligera è stata quella della mediazione, evitando il più possibile le concentrazioni eccessive di persone, per non creare ghetti incontrollabili dal punto di vista della sicurezza. Ma gli arrivi continui di migranti ora impongono una soluzione più ampia e condivisa. (Tratto da L’Arena del 27/10/16)

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Come fermare l’assegnazione di profughi a privati

Già a Giugno del 2015 il sindaco era stato invitato dal Prefetto a Verona, assieme agli altri sindaci ed era stato informato che o i profughi venivano gestiti direttamente dai comuni in numero ridotto di 2,5 ogni 1000 abitanti oppure la Prefettura sarebbe stata costretta a rivolgersi a privati; in quest’ultimo caso il numero di profughi in ogni comune sarebbe stato probabilmente più alto ed il Comune non avrebbe potuto controllare il fenomeno.
Allora l’amministrazione rifiutò la collaborazione con la Prefettura aprendo di fatto la porta ad accordi tra prefetture e privati.
Solo dopo la rielezione il sindaco ha ripreso il  contatti col Prefetto, anche su nostra sollecitazione.
Sottolineamo la collaborazione e l’apertura dimostrata dal capogruppo di maggioranza Castellini: purtroppo gli errori sono stati commessi non muovendosi per tempo nella precedente amministrazione.
Come Movimento 5 Stelle abbiamo scritto e parlato col Viceprefetto per convincerlo ad attendere che il Comune presenti formale richiesta di gestione diretta di un numero ridotto di richiedenti asilo.
Purtroppo, pressato dai continui arrivi, il Prefetto ha preferito l’assegnazione al privato che si è mosso prima del sindaco.
Invitiamo ora il sindaco a prendere contatti con la cooperativa che gestirà i profughi, affinché siano controllati ed impegnati in attività socialmente utili, onde evitare che bighellonino senza aver nulla da fare per il paese.
Inoltre è comunque importante presentare un progetto di gestione diretta del Comune, perché la normativa prevede che “i centri di accoglienza temporanea eventualmente presenti sul territorio dei Comuni aderenti allo Sprar vengono gradualmente ridotti“.
Cioè se il Comune presenta un progetto per gestire direttamente circa 40 richiedenti asilo sul territorio, le strutture attualmente esistenti, che ne possono accogliere in tutto 72, vanno gradualmente a chiudere (vedi slide allegata)
Riguardo ai toni accesi di questi giorni comprendiamo la preoccupazione di tanti cittadini, però nulla giustifica le minacce  rivolte ad altri cittadini
clausola-salvaguardia

Cosa dice la Legge

Per approfondire

“clausola di salvaguardia” che rende esenti i Comuni che appartengono alla rete Sprar, o che intendano aderirvi, dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza

http://www.sprar.it

http://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/presentazione_convegno12102016_new_ag-1.pdf

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NO AD ACCORDI PREFETTURA-PRIVATI PER GESTIONE PROFUGHI

Abbiamo inviato questa lettera per scongiurare l’arrivo a Bovolone di altri 50 richiedenti asilo presso la struttura messa a disposizione da un privato

sprar

La lettera inviata al Prefetto

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Scuola Villafontana: l’amministrazione si rimangia le promesse elettorali

La maggioranza (ad eccezione di Buratto che si è astenuto) ha votato contro la nostra mozione con cui invitavamo l’amministrazione  a proporre ai comuni di Oppeano ed Isola della Scala la realizzazione di una nuova scuola, individuando per l’edificazione un terreno sito nel territorio bovolonese.
Questa proposta era nel loro programma elettorale ed ora si rimangiano la promessa.
L’assessore Casagrande nemmeno lo ricordava ed ha detto che non se ne parlava nel programma, mentre invece lo potete vedere nell’immagine qui sotto, dove testualmente scrivono “Confronto con le Amministrazioni di Bovolone, Oppeano e Isola della Scala per una riqualificazione dell’edificio Scolastico esistente o valutazione congiunta di fattibilità di una nuova struttura”.

Del resto nessuno dei consiglieri, degli assessori e nemmeno il sindaco lo hanno corretto: un’amnesia collettiva preoccupante! Non ha parlato nemmeno il consigliere Mela, che a suo tempo aveva raccolto le firme per la scuola.
È evidente che l’amministrazione non intende fare nulla per la scuola primaria di Villafontana. Temiamo che questo disinteresse porti alla definitiva chiusura del plesso, cosa a cui noi ci opporremo con decisione. 

La promessa elettorale per la scuola di Villafontana

La promessa elettorale per la scuola di Villafontana

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Le smentite della maggioranza hanno le gambe corte

Articolo de L'arena

Articolo de L’arena

Il comunicato di Buratto letto in Consiglio Comunale

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LA MAGGIORANZA NON VUOLE UNA FARMACIA COMUNALE DI QUALITÀ

Bocciato perfino il nostro emendamento con cui chiedevamo che fosse priva di barriere architettoniche! (Vedi tutti gli Emendamenti per una Farmacia di qualità)

farmacia

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I soldi risparmiati col trasporto scolastico e col nido reinvestiti in consulenze

 

Estratto dei capitoli di bilancio ritoccati

Estratto dei capitoli di bilancio ritoccati

Nell’ultima variazione al Bilancio la maggioranza ha deliberato di aumentare i soldi per consulenze di ben € 110.000 in due anni (€ 35.000 per il 2016 e € 75.000 per il 2017)
A coprire questa spesa vanno anche i € 60.000 complessivi risparmiati sulla gestione del nido (€ 30.000) e sul trasporto scolastico (altri € 30.000).

Abbiamo chiesto che i soldi risparmiati sul nido e sul trasporto venissero utilizzati per abbassare le rette o estendere le soglie di esenzione, ma la maggioranza ha votato contro.
Insomma meno soldi per trasporto scolastico e asilo nido e più soldi per consulenze.

Il testo dell’emendamento: Più soldi per Nido e Trasporto Scolastico e meno per consulenze

 

 

 

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