VA DOVE TI PORTA L’INCENTIVO – Il Sindaco si fa il biogas parte seconda.

Torniamo sull’argomento, anche in risposta all’articolo apparso su L’Arena il 26.08.2012, che tra l’altro ci tira in ballo.

Sia ribadito e chiarito una volta per tutte. Non siamo contrari al Biogas. Siamo contrari all’uso sbagliato, assurdo e distorto che ne viene fatto (come siamo contrari ai mega impianti fotovoltaici su terreno agricolo).

Siamo favorevoli ai piccoli impianti per autoproduzione e autoconsumo tagliati su misura per le esigenze energetiche (alternative e rinnovabili) dell’utente e contrari ad impianti che con l’ambiente e l’energia rinnovabile sostenibile nulla hanno a che fare, ma che riguardano esclusivamente investimenti di tipo economico-speculativo, sostenuti e sostenibili per il singolo privato solo a spese della comunità, dal punto di vista economico, ambientale e sanitario.

Solo i primi andrebbero agevolati. I secondi, come quello del signor Mirandola, adesso che il tabacco non rende più, andrebbero vietati.

Ora, ignorare o non essere consapevoli di queste problematiche è grave; ancor più grave è esserne consapevoli e cercare di far passare l’idea di far qualcosa di virtuoso. Se poi l’attore protagonista è un primo cittadino il coefficiente di gravità si moltiplica.

Ci spieghi il sig. Mirandola cosa vuol dire e che cosa c’entra che “sia una centrale di ultima generazione tecnologicamente avanzata, che produrrà inoltre concime organico buono per l’agricoltura biologica, che non potrà utilizzare rifiuti organici ma prodotti agricoli, anche mais ma quello usato per l’alimentazione animale (appunto . . . questa poi . . .)

Ci spieghi anche qual è l’impatto ambientale ed il bilancio energetico del “suo” impianto, la portata dell’investimento, i tempi di rientro economico (grazie ai soldo pubblici degli incentivi), il suo guadagno (grazie ai soldi pubblici degli incentivi), perché nessuno sapeva (adesso si e saputo, per vie diverse, quando  i lavori sono già iniziati), perché è stata chiesta l’autorizzazione in Regione e tutto è filato via liscio in tempi rapidi, perché il Comune di Bovolone non ha un piano energetico Comunale.

Troviamo lecito, anche se squallido, vivere di denaro e per il denaro. Un po’ meno lecito farlo a spese degli altri.

Purtroppo è ancora troppo alta la percentuale delle persone che non sanno, che non si interessano, che non si informano; colpevoli per questo quasi nella stessa misura.

Un primo cittadino dovrebbe fare cultura e informazione su questo ed altri argomenti. Il nostro invece . . . si fa il Biogas.

Un’ultima considerazione sul fatto che il sindaco sarà “controllato  e controllore” (“seri controlli agli scarichi e ai rumori prodotti dai macchinari”). Giustamente e opportunamente il giornalista de L’Arena parla di paradosso mentre l’Amministrazione vuol far passare la cosa come nota di merito. Cosa ne pensa il lettore?

PS. Chi ha voglia di approfondire l’argomento e farsi un’idea personale suggeriamo la lettura di alcuni articoli, scritti da chi ne sa più di noi, che condividiamo e che danno fondamento alla nostra posizione in merito.

BIOGAS – Prof. Gainni Tamino

BIOGAS – Carlo Petrini

Centrali-a-Biomasse-Prof.-Ruzzenenti

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